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I
bambini trovano nella Scuola dell’Infanzia di Via Matteotti un’offerta
formativa diversificata e ricca di contenuti. Possiamo osservare l’intersecarsi
di progetti che rispecchiano ed esplorano
il nostro tempo guardando al futuro come:
- il progetto d’informatica in cui i bambini portano avanti in
maniera naturale le competenze che già possiedono essendo immersi
in una realtà fortemente tecnologica;
- il progetto di lingua inglese che si svolge in un clima prettamente
ludico e fantastico attraverso la metodologia del format narrativo;
- il progetto di carattere ambientale che mira ad immergere i bambini
nelle varie problematiche per far sì che possano interiorizzare
corretti comportamenti ecologici ed acquisire le competenze per una
cittadinanza attiva nell’età adulta;
- il progetto che focalizza l’attenzione sul momento del pranzo
e che vede i bambini impegnati in attività di routine, in cui
s’intersecano diversi e importanti apprendimenti e di cui l’educazione
alimentare rappresenta il nucleo;
- il progetto che esplora con più attenzione gli sviluppi in
campo matematico per mettere delle basi di fiducia su una disciplina
che ancora oggi risulta una delle più ostiche agli studenti;
progetti che non vogliono dimenticare
le radici linguistiche e culturali come:
i progetti di lingua e cultura algherese che hanno avvicinato i bambini
e le insegnanti alla comprensione della storia della propria città
e all’ apprendimento della lingua e delle tradizioni algheresi
anche attraverso la ripetizione di semplici format con un mirato autoaggiornamento
delle metodologie;
progetti
che arricchiscono l’offerta formativa come:
il progetto di attività motoria portato avanti nella scuola da
un esperto esterno con la collaborazione dell’insegnante di sezione;
a queste dimensioni progettuali si
aggiungono impegni quali la collaborazione con il liceo scientifico sulla
canzone algherese, le performance con l’esperta di animazione del
progetto biblioteca del Circolo, la marcia contro tutti i razzismi, la
mostra d’intercultura che ha avuto per tema gli abiti nel mondo,
gli incontri con i vigili del fuoco, le uscite didattiche programmate,
la partecipazione al torneo internazionale di tennis per diversamente
abili, le scadenze delle festività che per tradizione mettono in
atto diverse attività specifiche. Il tutto tenuto insieme dal progetto
“Star bene a scuola” che tiene sotto controllo il clima relazionale
ed emozionale per far sì che ogni attività e tutte le variabili
in essa incluse o tangenti siano vissute in maniera meno problematica,
più fluida, con più leggerezza -senza superficialità-
a partire dalle dinamiche di inclusione riguardanti i bambini in difficoltà.
I bambini sono sempre protagonisti e non soggetti passivi, fanno esperienze
significative dai forti contenuti culturali e sociali, acquisiscono conoscenze
e competenze, partecipano alle attività con entusiasmo e con senso
di responsabilità di fronte alle difficoltà, sanno rapportarsi
in maniera significativa alle differenti personalità delle diverse
figure di riferimento. Maturano una strutturazione dell’identità
sempre più forte, acquisiscono fiducia nelle proprie capacità,
aumentano la sicurezza e la stima di sé, vivono relazioni interpersonali
positive; conquistano buoni livelli di autonomia anche nel senso di compiere
scelte e operare sulla realtà per modificarla (bb.ultimo anno).
Il tutto rapportato ovviamente ai diversi livelli di partenza di ognuno.
Considerando che i bambini arrivano a scuola con un bagaglio di competenze
sempre più cospicuo, il primo compito che ci poniamo è come
far sì che le risorse di ognuno possano diventare patrimonio di
tutti e come le attività proposte debbano essere compatibili con
le esperienze dei bambini anche in senso di decondizionamento socioculturale,
nella speranza che determinate conoscenze e impostazioni possano essere
veicolate in famiglia e oltre. La scuola in cui ci troviamo ad operare
sceglie il lavoro di gruppo e la cooperazione tra i bambini ma anche tra
tutte le persone che in essa lavorano e con i genitori senza la cui collaborazione
ogni istanza sarebbe resa vana e che sempre più spesso hanno bisogno
di momenti di coinvolgimento e confronto.
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